2009 | Nico Vascellari
4 February – 14 March 2009
Private View(s):
30 Jan. 6-8pm performance on gallery rooftop, 7pm - LONDON
23-25 Jan. 11-7pm @ art la – LOS ANGELES
CRISP presents the UK/US solo debut of Italian artist, NICO VASCELLARI.
VASCELLARI’s project-based practice investigates myths, apocalyptic folklores, moral darknesses, underground cultures and nature. Stemming from this visceral performance (hard)core comes a residue of sculptures, photography, video and sound installations.
VASCELLARI will create site-specific installations, stemming from his recent exhibition at the MAN Museum of Nuoro in Sardinia, Italy. This museum project focused on the local myths of the Mammuthones, ancient anonymous folk figures who performed pagan rituals in darker times. Its finale featured the entire installation being carried in procession by Mammuthones and burned in the square of the town.
From those ashes, these new works arise.
For London and Los Angeles, both exhibitions will include photos and collages taken during the procession’s burning, now framed along the gallery walls in burned wooden structures. Additionally, a video projection of burning embers is reflected and re-reflected on mirrored perspex. A sound installation features metal foundry recorded during the production of the exhibited sculptures, the latter comprised of candles melted on found branches – props used for the artist’s initial private performances in the forests outside his studio. These branches were then cast in aluminum. The aluminum objects burn candles atop – the same candlelight used while Vascellari developed the body of work for both cities – the only light for the exhibitions in otherwise darkened spaces.
…while the fog seems to be dropping from the mountains, the sound for this image is a song called ‘Crypts of Somnambulance’ by the band, Moss. –Nico Vascellari
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VASCELLARI lives and works in Vittorio Veneto and New York City. He was awarded the “First International Prize for Performance” in 2005, the “Young Italian Art Award” in 2006, his work was included in the 52nd Venice Biennial in 2007 as well as Manifesta 7, Roverto in 2008. Vascellari’s work is included in collections at the Deutsche Bank, Milan, MAXXI Museum, Rome, The Coppel Foundation, Mexico and MUSAC, Spain. In January 2009, he will unveil the new location for Monitor Gallery, Rome with a solo exhibition and a solo booth presentation at ART LA with CRISP LONDON LOS ANGELES.
VIDEO LIBRARY (Los Angeles) – New works inducted by:
David Blandy and Nancy Davenport
Coming Soon 2009:
VIDEO KITCHEN (London) and SCULPTURE ROOF (London)
Live rooftop performance, LONDON
Private View (live performance), LONDON
Private View (live performance), LONDON
Installation view – ground level, London, February 2009
Installation view – ground level (detail), London, February 2009
Installation view – ground level (detail), London, February 2009
Installation view – first level, London, February 2009
Installation view – first level (detail), London, February 2009
Installation view – first level (detail), London, February 2009
Installation view – first level (detail), London, February 2009
Installation view – second level (detail), London, February 2009
Installation view – second level (detail), London, February 2009
Installation view – second level (detail), London, February 2009
Installation view – second level (detail), London, February 2009
Installation view – main gallery, Los Angeles, February 2009
Installation view – main gallery (detail), Los Angeles, February 200
Installation view – main gallery (detail), Los Angeles, February 2009
Installation view – main gallery (detail), Los Angeles, February 2009
Installation view – main gallery (detail), Los Angeles, February 2009
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FOR THE EXHIBITION CATALOGUE’S INTERVIEW IN ITALIAN, SEE BELOW:
TITLED (FOR NICO VASCELLARI) di Luca Lo Pinto / tradotto di Hannah Gruy
Vascellari nasce trentatrè anni fa in quel di Vittorio Veneto, provincia del Nord-Est italiano. E’ solo recentemente che la sua fama come artista ha superato quella di musicista. Fino a poco tempo, infatti, è stato frontman della band di culto “With Love”. Adora Cameron Jamie, Caspar David Friedrich, Mike Kelley, Abruptum, Arto Lindsay, Slayer, Adina Fohlin, Balenciaga, le scarpe Premiata, le fanzines autoprodotte, bestemmiare, fare scherzi telefonici. La sua arte è fatta di legno, nero, cera, specchi, musica, corpo e, naturalmente, di Nico stesso.
LUCA LO PINTO: Parlando di questi nuovi lavori, mi hai detto che li consideri un unico progetto…in che senso?
NICO VASCELLARI: Nel senso quasi biologico. La frase ‘nulla si crea nulla si distrugge ma tutto cambia forma’ mi è sempre sembrata una verità.
LLP: Me li descrivi velocemente?
NV: Ci sono tre oggetti in ceramica madreperlata nera. Sono riproduzioni dei resti carbonizzati dell’installazione presentata al MAN di Nuoro (n.d.r. “Untitled”). Poggiano su dei giacigli di cera/vino rosso/terra. Nove sculture in alluminio che riproducono nove rami d’albero su cui poggiavano alcune candele. I lavori che staranno alle pareti sono fatti utilizzando alla luce di quelle candele. In mostra sopra a questi rami in alluminio poggerrano altre candele. Unica luce in mostra insieme a quella della video proiezione fatta su uno schermo di plexiglass specchiante che riflette parte dell’immagine nella stanza. La proiezione è una ripresa di una grossa pira. Alle pareti collages fatti utilizzando le foto scattate durante il rogo del lavoro presentato al MAN. Il video ha un sonoro registrato nella fonderia in cui sono stati fatti i rami d’alluminio.
LLP: Ma i lavori legati all’installazione del Man vivono di vita propria o sono parte di quel progetto?
NV: Credo le due cose possano coesistere. Ogni oggetto deve avere una sua autonomia prescindendo la sua origine.
LLP: Parlando del video… Cosa ti affascinava del ritrarre un oggetto come la pira bruciarsi lentamente?
NV: La storia del fuoco. Il suo potere catartico e suggestivo. Come un percorso a ritroso e ancora una volta l’idea di trasformazione di diventare altro..
LLP: ..in senso simbolico..
NV: inevitabilmente. Il fuoco non può essere slegato dalla sua simbologia, purtroppo. Ma se potessi, vorrei che i simboli che utilizzo riportassero alla necessità inziale di definirli.
LLP: Anche in questi ultimi lavori hai impiegato elementi il legno, il colore nero, la cera..Li utilizzi per semplice piacere estetico o, anche qui, ne sei attratto più dall’aspetto simbolico-evocativo?
NV: Anche qui credo sia un connubio delle due cose.
LLP: Esiste in questi lavori un elemento narrativo o li consideri più scultorei, chiusi in sè stessi?
NV: La considero scultura, però non posso evitare di pensare al come sono nati, alla loro storia e in questo senso credo sia giusto dire che hanno un elemento narrativo. I rami in alluminio erano altro e sono stati utilizzati per creare altro. Le ceramiche sono arrivate da un’azione che ha modificato un’altra scultura.
LLP: Quando mi hai descritto il video della pira, l’ho subito legato a “Untitled Song” e alla performance realizzata da Monitor. In entrambi i lavori, come in questo nuovo video, è presente l’idea di culto individuale, sia esso un oggetto (la batteria o la pira) che una persona (te stesso). Sei d’accordo o è una forzatura critica?
NV: L’idea di culto individuale è sicuramente presente in questo lavoro. credo nella magia dei gesti e nel loro potere, ma non ho mai pensato ad “Untitled Song” e alla performance da Monitor in questi termini ad onor del vero.
LLP: Lo dicevo perchè l’idea di culto, al contrario del rito (che si lega alla collettività), è legata al singolo individuo o oggetto. “Cuckoo”, “Revenge”, “Death Blood War” sono lavori che, personalmente, sono più associabili ad un’idea di rito. In particolare i primi due.
NV: Sono d’accordo con te. Anche se, in qualche modo, “Death Blood War” è una sorta di ponte tra “Untitled Song” e “Cuckoo”-”Revenge”
LLP: Concordo nel considerarlo un ponte..c’è il culto (te e la telecamera) e il rito (la folla del concerto) allo stesso tempo.
NV: Esattamente.
LLP: Parlando più in generale…Il tuo lavoro è figlio di un immaginario plasmato da subculture di ambiti diversi (musicale, religioso, artistico, di costume). C’è un compiacimento da parte tua con questo immaginario o lo osservi con un certo distacco, con uno sguardo antropologico?
NV: L’aspetto musicale è entrato prepotentemente nel lavoro nel momento in cui ho sentito l’esigenza di inserire una componente che fosse reale. Non autobiografica (sebbene lo sia), ma reale. Per il resto, direi che prosegue da qui seguendo sicuramente un analisi antropologica che investe interessi che vanno dalle dinamiche di gruppo alla paura e l’inconscio.
LLP: il fatto che un tipo di lavoro come il tuo stia riscuotendo successo in una scena artistica molta classica e tradizionale come quella italiana è qualcosa di nuovo…c’è un’artista italiano del passato a cui ti senti vicino o che possa rappresentare una sorta di precedente per te, in questo senso?
NV: Per qualche strana ragione ho l’impressione che Alighiero Boetti dovesse somigliarmi, ma non ho idea di perchè io ti dica una cosa simile.
LLP: ..per un aspetto in particolare o perchè ti sei fatta un’idea di lui come persona che ritrovi idealmente vicina?
NV: Più la seconda ipotesi
LLP: Una curiosità finale. Perchè tutti i titoli dei tuoi lavori sono in inglese?
NV: ..quasi tutti, in realtà..
LLP: E’ un caso?
NV: Non è un caso. Mi capitava di pormi la domanda di come intitolare le canzoni. L’inglese in qualche modo mi è sempre sembrato avesse una capacità di condensare senza chiudere spesso il titolo mi sembra una forzatura.




















